QUANDO C’ERA
UN MARE TROPICALE
Da dove ha origine l’articolato scenario del Parco dei Monti Lucretili? Quali vicende hanno portato questo territorio ad avere caratteristiche così particolari?
L’aspetto odierno del territorio è frutto di lentissimi fenomeni verificatisi nel corso di centinaia di milioni di anni, il risultato di un lungo processo geologico che inizia sotto il livello del mare, qui come in tutta la nostra penisola, oltre 230 milioni di anni fa. È nei fondali marini che si verifica la lenta deposizione di sedimenti che, a causa dell’azione di pressioni e temperature gigantesche, diventano rocce ed è a seguito di imponenti movimenti tettonici che le rocce danno origine alle catene montuose.
Le rocce più antiche dell’area del Parco, risultato di questo processo, sono, per la grande maggioranza, tra le più antiche dell’Appennino Centrale e appartengono alle formazioni Dolomia Principale e Calcare Massiccio.
La parte più elevata del versante SW del Monte Morra (920 m) conserva memoria di questo antico scenario con uno dei giacimenti fossiliferi del Triassico superiore più significativi per l’Appennino centrale. L’eccezionalità di questo sito è dovuta al numero particolarmente elevato di resti di molluschi bivalvi appartenenti al genere Megalodon riunito in pochi spessori di calcare.
I Megalodontidae, una famiglia estinta nel Giurassico e appartenente alla classe dei Lamellibranchi erano caratterizzati da un guscio molto spesso. Adattati ad un ambiente marino poco profondo, tropicale, su fondali costituiti da fanghi carbonatici, trovarono un ambiente particolarmente favorevole alla loro proliferazione. Meno frequente invece era la presenza di esacoralli dal vario e gradevole aspetto, brachiopodi e rari i gasteropodi.
